I cookie ci aiutano a fornire in modo adeguato i nostri contenuti. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. 

Itinerario: Stresa - Mottarone    

Aspetti significativi del percorso
Evidenze storiche
Gli abitati di Carciano, Someraro, Levo con antiche case, lavatoi, viuzze.
La chiesa di San Biagio a Carciano, l’oratorio di San Bernardo a Someraro, l’oratorio dei Santi Filippo e Giacomo a Levo
Evidenze ambientali
Il Giardino Alpinia. Grandioso panorama sul Lago Maggiore
Boschi di castagni, faggi, betulle, abeti
Dalla vetta panorama a 360° sulle Alpi Lepontine col Monte Rosa, sui laghi Maggiore, di Mergozzo, d’Orta e altri laghetti fino alla pianura padana.

   

Tempo di percorrenza: ore 4,10
Dislivello in salita: mt. 1.294
Difficoltà: T

Descrizione del percorso
L’itinerario proposto è il classico percorso che collega Stresa alla vetta del Mottarone.
Si può partire da due punti diversi: dal centro abitato di Stresa, oppure dal Lido di Carciano. In entrambi i casi si trovano ottime segnalazioni.
Nel primo caso si attraversano le vie cittadine dirigendosi verso la via Selvalunga che costeggia bei parchi di antiche ville.
Nel secondo caso si attraversa il centro abitato della frazione Carciano, che nel secolo scorso formava il comune di Chignolo Verbano, dove si incontrano la grande chiesa neogotica del 1933 e la più antica (1821) dedicata a San Biagio. Inoltrandosi un po’ all’interno si può scoprire un angolo di paese d’altri tempi con il lavatoio e la fontana, un finto castello e un affresco del 1846.
I due itinerari si incontrano all’inizio della strada vecchia per Someraro. Da qui in poi il percorso, sempre su asfalto si fa più ripido e in breve porta alla frazione di Someraro, vero balcone sulle Isole Borromee. Nel Settecento il territorio scosceso forniva castagne, segale e un vino “agro e acerbo”. Vi erano due mulini a una ruota sul torrente Turì e gli abitanti erano costretti ad emigrare praticando il mestiere di canestraio. Oggi Someraro è una attrezzata e frequentata località di villeggiatura.
Passando nei pressi della chiesa di San Bernardo, in bella posizione fuori paese, si sale rapidamente a Levo, paese dalla storia molto antica.
Nel 1877, in occasione di uno scavo occasionale, vennero alla luce cinque lastre tombali in caratteri leponzio-liguri e latini datate al I secolo a.C. Tre di queste (le altre si trovano all’Antiquarium di Mergozzo) si conservano sotto l’atrio dell’oratorio ai Santi Giacomo e Filippo. Una fantasiosa tradizione attribuisce a questo tempio origini pagane, in realtà si tratta di una costruzione romanica con campanile databile al secolo XI. Il nostro itinerario costeggia l’importante monumento che conserva al suo interno anche un gradevole affresco cinquecentesco di Madonna col Bambino.
Da qui in poi il percorso si snoda tra boschi di faggi e castagni raggiungendo l’Alpino, località di lussuose ville e sede del rinomato Giardino Alpinia.
Questo piccolo, ma prezioso orto botanico è nato nel 1933 grazie all’iniziativa di Igino Ambrosini e Giuseppe Rossi, appassionati di flora alpina che in questo modo hanno impedito che in quell’area di alto valore ambientale si costruissero, come in tutta la località, delle ville private.
La sua estensione è di quattro ettari,, dal suo belvedere la vista spazia sul bacino centrale del lago maggiore circondato dalle montagne italiane e svizzere e verso est fin sui cinque laghi dell’alta Lombardia. Vi si conservano e studiano diverse specie di piante adattate al terreno alpino.Nel giardino vi è anche una fonte di acqua oligominerale.
Oltrepassato il giardino si incontra anche la stazione intermedia della funivia Stresa-Mottarone.
Proseguendo il percorso segnalato, si giunge attraverso sentieri tra boschi e alpeggi ristrutturati, alla stazione della “Borromea”, cioè ciò che resta dell’ultimo luogo di sosta della ferrovia a cremagliera che fino agli anni Sessanta percorreva questi versanti, si tratta di un pianoro ombroso con una sorgente ricca di acqua, la Fonte Federica……
Nelle vicinanza esisteva l’ antico oratorio di Sant’Eurosia, ora completamente distrutto.
Seguendo quindi l’antico tracciato del trenino ci si innalza fino alle ultime alture, per giungere infine alla sommità del Mottarone dove si trovano alberghi e ristoranti accoglienti.
Il sentiero non presenta particolari difficoltà ed è adatto sia al turista che all’escursionista più esperto, tenendo in debito conto i tempi di percorrenza.

Riferimenti Bibliografici

V.Grassi C. Manni – Il Vergante – Alberti libraio editore
G. Buschini – Stresa nella clessidra dei secoli – Alberti libraio editore
Giuseppe Buschini – Magognino, brevi notizie storiche –
Vincenzo de Vit – Notizie storiche di Stresa – Giovanni Leone libraio
Teresio Valsesia – Mottarone – Alberti libraio editore
A. Lazzarini – Stresa. Immagini e ricordi di un borgo millenario – Andrea Lazzarini Editore
A. Lazzarini – Ferrovia elettrica Stresa-Mottarone – Andrea Lazzarini Editore
Umberto M. Ottolini – Storia della parrocchia di Carciano – Agnesotti Editore
Novara e la sua terra nei secoli XI e XII. Storia, documenti, architettura – Silvana Editoriale
I musei del Cusio-Mottarone – Comunità Montana Cusio-Mottarone 

Partita I.V.A.  01925170035