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Itinerario: Stresa - Belgirate    

Aspetti significativi del percorso
Evidenze storiche
La chiesa di Passera.
La chiesa e il cimitero di Sant’Albino a Magognino.
La cappella di San Grato sul masso coppellato.
L’oratorio di San Paolo.
La chiesa di Santa Maria di Belgirate.
La chiesa di Santa Apollonia.
La Baita della Libertà
Evidenze ambientali
Boschi di latifoglie. Panorami sul lago Maggiore e sull’abitato di Belgirate.

   

Tempo di percorrenza: ore 2,30
Dislivello: mt. 260
Difficoltà: T

Descrizione del percorso
Il sentiero Stresa-Belgirate, ha un significativo valore storico-artistico oltre che ambientale e paesaggistico; infatti lungo il percorso l’escursionista tocca luoghi in cui la devozione e la fede degli uomini di ogni tempo hanno lasciato semplici tracce o impronte più consistenti.
L’itinerario proposto parte dal centro abitato di Stresa inoltrandosi sulla collina dalla via Manzoni. Già in questo primo tratto si respira un’aria d’altri tempi, infatti a metà salita un monumento sta a ricordare le passeggiate del filosofo Antonio Rosmini e in particolare la sublime amicizia con un altro grande pensatore:Alessandro Manzoni.
Giunti ad un bivio con una graziosa cappella affrescata, la salita a destra porta in breve alla neoclassica Chiesa del Crocifisso dove sorge anche il Collegio Rosmini.
Questo luogo illustre ricco di memorie storiche conserva le tombe dello stesso Rosmini (bella la scultura di Vincenzo Vela) e del poeta rosminiano Clemente Rebora.
Il sentiero invece si addentra verso sinistra, costeggiando il muro di recinzione della Villa Pallavicino con il suo parco ricco di piante e di animali, in estate aperto al pubblico.
Si giunge in breve attraverso un bosco all’abitato di Passéra, frazione stresiana a balcone sul lago, dove si nota la chiesetta dedicata alla Presentazione di Maria al tempio, costruita intorno al 1675.
Si racconta che un mercante di vino, sorpreso in mezzo al lago da una burrasca, venne a trovarsi in pericolo di vita mentre si recava da Sesto Calende a San Maurizio d’Opaglio qiundi per voto avrebbe fatto costruire questo oratorio. L’episodio è illustrato in una tela della cappella sinistra.
Significativa è anche una lapide con una lirica del poeta rosminiano Clemente Rebora affissa nel 1955 all’esterno della chiesa.
Si prosegue in direzione est costeggiando belle ville fino a che il sentiero diviene sterrato ed entra in un bosco di castagni per poi sbucare nell’abitato di Brisino.
Da questo punto, dirigendosi verso est sulla via asfaltata si arriva al cimitero e alla chiesa di Sant’Albino, un tempo parrocchia sia di Brisino che di Magognino
Lungo la via che porta al cimitero, nel 1975 fu trovata una sepoltura medievale costruita con lapidi di reimpiego del 1° secolo a.C.
La chiesa, che si trova all’interno del cimitero, oggi è povera e spoglia, ma sicuramente in epoche lontane fu assai più importante. Custodisce all’interno, nella navata destra, un vivace affresco quattrocentesco di Madonna in trono.
Aggirando il campanile sul lato sinistro esterno è murata una lastra sepolcrale con incise due croci di età barbarica (VII sec.).
Si sale a destra lungo l’antica via acciottolata che collega il cimitero con l’abitato di Magognino, da qui ci si dirige verso l’antica strada che porta a Calogna.
L’itinerario che conduce a Calogna è ricco di valenze religiose e storiche, può essere definito un antico percorso devozionale infatti si incontrano numerose cappelle, anche se ormai in cattivo stato.
Tra queste la più significativa è quella dedicata a Santa Maria Mater Gratiae, costruita nel 1830.
Appoggia su una larga pietra pianeggiante ricoperta da duecentosettantaquattro coppelle, incisioni emisferiche di antico significato rituale. La tipologia delle coppelle è pressochè uniforme, con un diametro massimo di cm.5 ed una profondità massima di cm.2; esse sono quasi tutte isolate, ad eccezione di 5 che sono unite da un canaletto I popolani hanno sempre ritenuto che questi segni fossero stati originati dai fulmini, per questo chiamavano queste rocce “I ses d’la lesna” e vi raffigurarono l’effigie di San Grato, protettore contro fulmini e grandinate.
L’insieme della cappella e del masso coppellato è un bell’esempio di come un identico luogo abbia assunto una valenza rituale in epoche tanto lontane.
La bella mulattiera con scorci suggestivi sul lago e i paesi circostanti ci conduce in una radura in cui sorge l’ antico oratorio romanico di San Paolo (sec. XI – XII). Siamo già in comune di Belgirate. La chiesa doveva essere quella di un antico villaggio di cui, all’inizio del secolo, si trovò qualche anonima tomba delimitata e coperta da lastre di pietra con pochi frammenti ossei.
Nel catino absidale si intravvede il Cristo con la teoria degli Apostoli. Dietro l’altare in basso invece è nascosta una rappresentazione dei mesi, dei secoli XIV – XVI.
Dopo un breve tratto pianeggiante, che conduce in località Pianezza, attraverso il Rio San Paolo e il Rio Punc, si giunge alla località Farinelli e poco dopo, alla Baita della Libertà, luogo dove si ricorda il partigiano Pore Musolischvili, ora riconosciuto museo, con murales e oggetti tipici russi (aperto solo su richiesta presso il municipio di Belgirate)
Scendendo repentinamente lungo la vecchia mulattiera per Calogna si giunge ad un altro importante luogo di culto: la chiesa di Santa Maria al cimitero di Belgirate.
L’attuale costruzione è rivolta a Nord, mentre l’originale chiesa romanica era orientata sull’asse Est-Ovest. Ne sono visibili i resti all’interno dove gli scavi, intrapresi nel 1967, hanno messo in luce l’abside primitiva e tracce delle fondamenta.
La chiesa è poi stata modificata dal XV al XVIII secolo, è stata ingrandita, sono state aggiunte le navate laterali ed è stato incorporato nella facciata il bel campanile di origine romanica, sul quale sono ancora visibili gli archetti pensili, le monofore e qualche pezzo di coccio inserito qua e là nel serizzo con cui è costruita la chiesa.
Per rientrare a Stresa si potrà usufruire del servizio di navigazione del Lago Maggiore, oppure ritornare a piedi, percorrendo la variante più bassa che passa dalla località Falchetti, in zona residenziale con belle ville, dove si trova l’oratorio di Santa Apollonia, del 1832.
Si chiude l’anello nei pressi del cimitero di Sant’Albino.

Riferimenti bibliografici
Gli stessi dell`itinerario L1

Partita I.V.A.  01925170035